Come ormai assolutamente evidente, il ventunesimo secolo è il secolo della consulenza. Negli ultimi anni, assistiamo ad un passaggio ulteriore: quello verso la consulenza integrata. Il “globale” che ha caratterizzato l’età della globalizzazione, infatti, è giunto a permeare anche il mondo delle professioni che attualmente risultano fortemente potenziate da una realtà fattuale sintetizzabile in un’unica parola: network. La rete è, oggi, elemento assolutamente imprescindibile se si vuole fornire un servizio, competente e competitivo, al Cliente che abbia esigente composite e complesse. La necessità sui mercati attuali è quella di fornire alla clientela non solo prodotti personalizzati, tailor-made, ma anche soluzioni d’avanguardia in linea con quelle che, verosimilmente, saranno carte vincenti nel futuro, a breve e a lungo termine. 

In tal senso, tra le varie spinte che oggi caratterizzano il mercato (blockchain, intelligenza artificiale, ecc.) emerge anche il dato per cui il futuro è sicuramente green. Green Economy, investimenti sostenibili, economia circolare et similia: sono concetti di cui quotidianamente sentiamo parlare e che gradualmente vedono il proprio impatto aumentare notevolmente sui mercati e sulle realtà professionali che si trovano ad operare in linea con essi. Ma quando si parla di Green Economy, che cosa si intende esattamente? Una definizione, in primo luogo, ci è fornita dall’UNEP (United Nations Enviroment Programme), secondo cui si tratterebbe di “un’economia che produce benessere umano ed equità sociale, riducendo allo stesso tempo i rischi ambientali e le scarsità ecologiche. Nella sua espressione più semplice, un’economia verde può essere pensata come un’economia a basse emissioni di anidride carbonica, efficiente nell’utilizzo delle risorse e socialmente inclusiva”. A livello nazionale – e con un approccio più tecnico – è Fondazione Impresa a definire il concetto, in questi termini: “Per Green Economy si intende un modello di sviluppo economico che prende origine da un’analisi econometrica del sistema e che, oltre ai benefici ottenuti da un certo regime di produzione (come l’aumento del Prodotto Interno Lordo), tiene conto anche dell’impatto ambientale e dei potenziali danni creati dall’intero ciclo di trasformazione. Tali danni infatti si ripercuotono spesso in una successiva riduzione del PIL causata dalla lesione di attività che traggono beneficio da un sano contesto ambientale, quali agricoltura, pesca, allevamento e, non meno importante, turismo. In altre parole, se per Economia si intende la scienza che studia la migliore allocazione delle risorse scarse, nell’Economia Verde questo best vuole essere riversato anche nelle esternalità che vengono prodotte verso l’ambiente circostante, al fine di ottimizzare l’intero circuito economico. Parlando di Green Economy si fa riferimento ad un’ideologia di fondo trasversale a tutti i settori del tessuto nazionale, e attiva ad ogni livello della filiera.”

Una volta chiarito il concetto, è necessario comprenderne le implicazioni. L’advisor di fiducia deve essere lungimirante e, soprattutto, avere consapevolezza della fluidità con cui il mercato evolve: da un lato, per quanto riguarda gli utenti, investimenti ed acquisti sostenibili piacciono molto, in particolar modo a Millennials e Generazione Z (iGen o Post-Millennials), con un trend che è in costante crescita, dall’altro il mondo delle professioni reagisce in modo coerente alla suddetta tendenza. Basti pensare, a titolo esemplificativo, a Crédit Agricole Corporate and Investment Bank, che ha lanciato i bond “Climate Action Green Notes”; ad Upb, che ha lanciato la strategia azionaria “Positive Impact Equity”; a Bnp Paribas, che investe per i propri collaboratori sulla formazione relativa agli investimenti sostenibili; ancora, a Banque SYZ, Private Bank svizzera, che ha annunciato il lancio di un nuovo prodotto obbligazionario emesso dalla Banca Mondiale (Birs) legato ad un paniere di azioni dei mercati sviluppati che perseguono gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Sul Financial Times, poi, si legge quanto segue: gli investimenti sostenibili, nel 2030, rappresenteranno un business da oltre 400 miliardi di dollari, secondo le stime di Blackrock, la più grande società di investimento al mondo, con sede a New York. Secondo Larry Fink, Chairman e CEO del gruppo, “gli investimenti sostenibili sarannoalla base di ogni grande portafoglio e gli attivi nei fondi che includono fattori ESG (ambiente, sociale e governance) raggiungeranno il prossimo decennio lo status di portafoglio core”.

Riqualificazione di molte PMI in un’ottica green, start-up promotrici del principio etico che vuole le nuove tecnologie al servizio dell’ambiente, boom del settore dell’agrifood sostenibile e persino della green fashion, fino agli investimenti pubblici: scommettere su tali settori, secondo la Relazione sullo stato della Green Economy 2018 (redatta a cura del Consiglio Nazionale della Green Economy), permetterebbe di generare valore di produzione di 74 miliardi e in media 440 mila nuovi posti di lavoroogni anno che, tenendo conto dell’indotto, arriverebbero a oltre 660 mila. I settori a più alto coefficiente occupazionale sono le fonti rinnovabili con il 32% del totale degli occupati, seguiti dall’agricoltura bio con il 18% del totale dei posti di lavoro e dalla rigenerazione urbana a cui spetta una fetta del 12%. Risulta evidente che l’impatto del tema è assolutamente significativo.

In conclusione, in un mondo globale soggetto ad evoluzioni estremamente fluide e veloci, diventa essenziale affidarsi ad un professionista che sappia cogliere per tempo, nonché gestire, le sfide e le opportunità che il mercato quotidianamente presenta, e che riesca a mantenere una visione costante del quadro generale relativo al profilo ed alle esigenze del singolo Cliente. Il Wealth Management nasce proprio nell’ottica di adempiere a questo peculiare tipo di necessità. Una delle mission dichiarate del Wealth Manager, infatti, è quella di offrire ai Clienti una strategia di diversificazione degli investimenti a 360 gradi, che includa, superandoli, i confini della componente meramente finanziaria per strutturare soluzioni variegate, redditizie ed in linea con i tempi.

Veronica Camilleri