Il 2019 è cominciato e porta con sé una serie di realtà fattuali di cui bisogna necessariamente tenere conto, al fine di capire come organizzare e gestire al meglio i propri assets patrimoniali. È un anno di situazioni non definite, mercati incerti, ma è anche un anno di cambiamenti, di spinte virtuose, dell’imporsi energicamente sulla scena globale di concetti quali sostenibilità, impegno sociale, innovazione.

Il mondo cambia, il mercato si trasforma e questi mutamenti si percepiscono in modo totale e pregnante, indipendentemente dall’area di competenza, per tutto ciò che in qualche modo riguarda un patrimonio. In tal senso, di che cosa è necessario tenere conto? In pillole, qui di seguito si fornisce qualche spunto di riflessione.

  • Mercati e finanza. Come noto, i mercati sono stati un po’ capricciosi, soprattutto nell’ultima parte del 2018: abbiamo oggi una situazione ancora non del tutto definita e tuttavia di movimento, che vede alcune società quotate su un mercato regolamentato protagoniste delle operazioni di cosiddetto delisting, ovverosia la cancellazione di un titolo da un listino ed il suo definitivo ritiro dalle negoziazioni di Borsa. In tal senso ad esempio sta facendo notizia, in questi giorni, il lancio di un’Opa totalitaria sulle azioni da parte della gioielleria Damiani, quotata in Borsa dal 2007, così come il vociferare circa la volontà di Berlusconi di rimuovere la Mondadori da Piazza Affari (rumors per adesso smentiti, mentre sembra verosimile l’affiancamento di un socio di capitale, probabilmente un fondo di private equity o altro partner finanziario). Sotto i riflettori anche la “crisi Carige”: decaduto il C.d.A,, la Consob ha disposto la sospensione dalle negoziazioni dei titoli Banca Carige S.p.A., e la BCE ha nominato tre commissari – conformemente a quella che è l’attività di vigilanza europea (Meccanismo di Vigilanza Unico) nell’ottica di porre in essere un aumento di capitale (400 milioni di euro) al fine di uscire dalla situazione patologica in cui la Banca genovese si trova entro tre, massimo quattro mesi. Fa discutere il nuovo Chief Executive Officer del Banco Santander, “mente di tutte le operazioni di M&A” del gruppo Santander e del gruppo Unicredit, relativamente al quale circola l’ipotesi di una futura fusione tra le due realtà. A livello globale, molto rumore per la successione di Mario Draghi alla presidenza della BCE con un’analisi attenta della rosa dei candidati alla poltrona. Data l’incertezza del contesto e, di conseguenza, dei mercati, è ovviamente opportuno affidarsi ad un consulente specializzato per la gestione del ramo finanziario.

Da non dimenticare, poi, il fenomeno Brexit e tutte le implicazioni e conseguenze che ne derivano, politiche ed economiche, già palesatesi o meno; in tal sede rileva, tra gli altri, il trasferimento in Italia del mercato Euromts, avente ad oggetto i benchmark sui titoli di Stato internazionali, e della gestione dei mercati Mts Cash Domestic, in cui sono trattati i titoli di Stato di diversi Paesi, su base locale. Un dato fattuale, questo, che può verosimilmente essere interpretato come un segnale di fiducia nei confronti dello Stato italiano.

  • Mercato immobiliare. Il valore dell’investimento tradizionale sul mercato immobiliare non presenta ad oggi prospettive particolarmente rosee. Questo vale, appunto, per il tradizionale. Esplode invece la potenzialità nel settore immobiliare in forme diverse e nuove di investimento, che promette decisamente bene se effettuato in chiave green oppure avente ad oggetto i nuovi format di abitazione (micro-living, social housing, ecc.). In particolare, il 2019 è stato definito “l’anno dei mutui green”: infatti, un gruppo di quaranta istituti bancari europei, tra i quali nove banche italiane (Banco Bpm, Bnl-Bnp Paribas, Bper Banca, Crédit Agricole-Cariparma, Friulovest Banca, Monte dei Paschi, Société Générale, UniCredit Banca, Volksbank Alto Adige), lanceranno sul mercato finanziamenti che prevedono incentivi e agevolazioni per le operazioni di acquisto di immobili green o per le ristrutturazioni che garantiscano un miglioramento dell’efficienza energetica dell’immobile di almeno il 30%.

Quanto agli smart format che costituiscono un investimento ad alto potenziale, rilevano in particolar modo quelle soluzioni abitative oggi definite come micro-living, soluzioni altamente funzionali e redditizie, soprattutto nelle grandi città. Il micro-living può assumere una configurazione prevalentemente residenziale oppure commerciale: la prima si sostanzia, essenzialmente, in locazioni di appartamenti per studenti, giovani professionisti e famiglie in cui prevalgono gli spazi piccoli, essenziali ma funzionali, ed i contratti transitori. La seconda, invece, si sostanzia in soluzioni commerciali quali aparthotel (et similia) e social housing. Questi format possono arrivare a produrre un rendimento superiore di 1,5-2 punti percentuali rispetto all’investimento tradizionale. È la concezione della casa a cambiare: l’abitazione non è più concepita come un bene, bensì come un servizio.

  • Indubbiamente gli spiriti imprenditoriali hanno margini di più ampio respiro per affermarsi sul mercato, grazie alle forme di raccolta di capitali non tradizionali quali il venture capital, il private equity ed il crowdfunding, strumenti funzionali, fluidi, facilmente accessibili e a diffusione globale. Un occhio di riguardo in più anche alle start-up: la Legge di Bilancio 2019, infatti, innalza da 30% a 40% le aliquote delle detrazioni e delle deduzioni per le persone fisiche e le società che investano in start-up; l’incentivo tocca il 50% qualora venga acquisito l’intero capitale sociale della start-up, a condizione che tale investimento sia mantenuto almeno per i successivi tre anni. Tale misura, è bene specificare, avrà efficacia solo previa autorizzazione da parte della Commissione Europea. Si prevede poi che quest’anno ad emergere nel mercato globale saranno le società Fintech: in particolare, secondo Matrix Partners – società di investimento statunitense, nella sua ultima edizione del Matrix FinTech Index – aumenterà il numero di aziende che supereranno il miliardo di dollari di capitalizzazione.
  • Mercato dell’arte e filantropia. Il mercato dell’arte continua ad imporsi in modo sempre più pregnante nello schema di diversificazione degli investimenti: non più solo passione, bensì strumento redditizio che ha un valore e tendenzialmente lo vede crescere nel lungo periodo. Temi quali la tutela delle collezioni, la fiscalità dell’arte ed affini sono competenze imprescindibili per il professionista che deve gestire un patrimonio, anche alla luce del fatto che oggi, resa pacifica la possibilità (che piace molto) di acquistare quote di un’opera d’arte, la competenza relativa al settore artistico non rileva più esclusivamente nei casi di patrimoni HNWI. Il mercato dell’arte e quello del fashion, inoltre, mostrano negli ultimi tempi una sinergia assolutamente significativa, in una commistione che potenzia il valore dell’uno e dell’altro creando valore aggiunto relativamente a determinate scelte di investimento. Anche le attività filantropiche mostrano un significativo aumento ed impattano sul mercato. I numeri della filantropia oggi sono pressoché questi: 260.000 Fondazioni in 39 Paesi, le cui attività superano il valore di 1,5 trilioni di dollari (Ubs Data). In Italia, il settore Charity muove complessivamente 9,1 miliardi di euro, collocando il nostro Paese al terzo posto in Europa, dopo Regno Unito e Germania (Fondazione Langitalia Data). I rapporti tra filantropia e mercato economico e finanziario si stringono sempre più con l’aumentare delle erogazioni filantropiche. Da ciò deriva che tali erogazioni potrebbero essere non più necessariamente erogazioni a fondo perduto, bensì potrebbero caratterizzarsi, alla stregua di un prodotto finanziario, per un possibile ritorno del capitale investito e dell’importo erogato.

In conclusione, emerge chiaramente un dato: tutto, oggi, è mercato. La giusta e strategica commistione degli elementi di cui sopra, uniti alla costante consapevolezza di quello che è il relativo quadro normativo nazionale ed internazionale, civile e fiscale, consente di porre in essere una pianificazione patrimoniale adeguata nonché una corretta ed efficiente gestione dei singoli assets patrimoniali. È essenziale, in un mercato che evolve così velocemente, non rimanere indietro. Ed è altrettanto essenziale che il professionista comprenda a fondo i desideri del cliente al fine di renderli realtà. D’altra parte, qualcuno ha definito la consulenza “un’alchimia tra preparazione, empatia e relazione”

Veronica Camilleri